La figura
La vita, il pensiero e l'azione di Altiero Spinelli sono testimoniate e documentate dal poliedrico e consistente materiale presente nel Fondo Altiero Spinelli.Spinelli, nato a Roma il 31 agosto 1907, aderisce giovanissimo al Partito Comunista Italiano con il quale partecipa all'attività politica clandestina.
Viene arrestato a Milano nel 1927. Condannato dal Tribunale Speciale a sedici anni, ne sconta dieci di carcere e sei di confino sulle Isole Pontine (Ponza e Ventotene).
Abbandonato il PCI, nel 1941 durante il confino elabora e scrive con Ernesto Rossi il documento "Per una Europa libera ed unita. Progetto di un manifesto" (meglio conosciuto come "Manifesto di Ventotene"). Dopo la caduta del Fascismo, tornato in libertà, nell'agosto del 1943 fonda a Milano il Movimento Federalista Europeo del quale il Manifesto diventa il programma. Rifugiatosi in Svizzera, inizia a diffondere le idee federaliste tra gli esuli e i gruppi della resistenza europea.
Partecipa alla lotta antifascista nel Partito d'Azione come membro della segreteria politica del PdA Alta Italia e poi, dopo il 1945, come membro della segreteria politica nazionale. Dal 1948 agli inizi degli anni '60 intensa fu la sua attività come segretario generale del MFE e come delegato generale dell' Union Europèenne des Federalistes. Forte e incisiva è la sua azione nella battaglia per la Comunità Europea di Difesa, nell'iniziativa del Congresso del Popolo Europeo, nella diffusione della stampa federalista. Vasto e non occasionale è poi il suo impegno nella vita politica e culturale italiana ed europea. Fondatore del Comitato Italiano per la Democrazia Europea (1963), dell'Istituto Affari Internazionali (1965) diretto fino al 1970, è fra i promotori del Movimento di Comunità e della Fondazione Adriano Olivetti (1962). Membro della redazione della rivista "Il Mulino" e dell'omonima Associazione di Politica e Cultura, sostiene e dà impulso non solo ad associazioni e attività espressamente europeiste, ma anche a tutta una serie di iniziative italiane e internazionali volte in qualunque modo a studiare e/o ribadire la contraddizione tra l'organizzazione politica e nazionalista dell'Europa e del mondo e le reali necessità dei popoli (rapporti con università e istituti di studio statunitensi ed europei, sostegno alla campagna per la lotta alle dittature spagnola e greca, alla campagna per l'indipendenza algerina, attività critiche e di approfondimento delle relazioni euro-atlantiche, con l'Europa dell'Est e il Medio Oriente).
In Italia diventa nella seconda metà degli anni ' 60 consigliere per gli affari esteri del socialista Pietro Nenni, Ministro degli Esteri. Professore di relazioni internazionali alla Johns Hopkins University di Bologna (1962 -1965) è infaticabile divulgatore dell'idea della necessità che il processo dell'integrazione europea sfoci nella Federazione Europea, testimoniato dalla sua notevole attività editoriale e dalla partecipazione a trasmissioni radiofoniche e televisive. Dal 1970 al 1976 è nominato alla Commissione delle Comunità Europee, incaricato della politica industriale e della ricerca.
Nel 1976 è eletto al Parlamento Italiano (dove diviene anche presidente del gruppo della sinistra indipendente) ed Europeo. Nel 1979 anno delle prime elezioni a suffragio universale e diretto è riconfermato al Parlamento Europeo. Durante il suo mandato fonda il "Club del Coccodrillo" (1981), associazione transnazionale di parlamentari europei federalisti nata a sostegno della sua ultima grande azione politica che porterà poi all'adozione da parte del Parlamento Europeo (1984) del "Progetto di trattato per l'Unione Europea". Autore di numerosi saggi e di un'intensa autobiografia, si spegne a Roma il 23 maggio 1986 non prima di aver individuato ancora una volta una nuova strategia politica finalizzata a conferire al Parlamento Europeo un più legittimo e democratico mandato costituente.


