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Una pagina dedicata ai volumi che si possono trovare nella nostra Biblioteca, costituita da vari Fondi librari donati al Centro Studi sul Federalismo.
Questa volta il libro presentato è:
A cura di: Luciano Bolis
Titolo: La nascita degli Stati Uniti d'America
Editore: Edizioni di Comunità
Anno di Pubblicazione: 1957
Note: Rendiconto del convegno tenuto a Roma dal 13 al 15 luglio 1956
Fondo: Centro Einstein di Studi Internazionali
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“Fino a che punto la storia delle origini dell’attuale Costituzione degli Stati Uniti d’America può rappresentare un esempio storico per il processo dell’unificazione europea in corso?”. Con questa domanda Luciano Bolis introduceva la pubblicazione degli atti di un convegno tenutosi a Roma nel luglio del 1956 sul federalismo americano, convegno che aveva avuto tra i suoi relatori C. J. Friedrich, M. Calamandrei, E. Tagliacozzo, A. Garosci e A. Spinelli.
Il quesito che si poneva Bolis, già segretario aggiunto del Movimento federalista europeo, non poteva che avere una risposta scontata, visti gli allora recenti esiti del trattato che istituiva una Comunità europea di difesa e dell’annesso progetto di una Comunità politica europea. La costruzione degli Stati Uniti d’America, presa così ad esempio, era stata il frutto di un intelligente e accorto compromesso tra le tredici ex colonie britanniche, indotto dal lucido pensiero illuministico, stimolato dalla cultura religiosa del puritanesimo e agevolato dalla situazione storica e sociale. Come l’ha icasticamente descritta Friedrich, la nascita degli Stati Uniti è scaturita “spontaneamente dalla vita sociale e dall’iniziativa, come Minerva uscì dalla fronte di Giove”. All’Europa non sono mancate le occasioni né gli uomini, bensì le piene condizioni di opportunità per far scivolare la Comunità verso la Federazione.
Il libro è ricco di spunti di riflessione, ancora attuali e carichi di suggestione, e raccoglie interventi vari di ricostruzione storica e di approfondimento analitico di temi quali i “concetti etico-politici della costituzione americana”, le “origini costituzionalistiche delle colonie nord-americane”, la “teoria hamiltoniana dei poteri impliciti” e l’azione imprescindibile all’equilibrio federale della Corte suprema. Particolarmente interessanti sono, infine, le osservazioni comparative tra il modello USA e la situazione europea dalle quali emerge la centralità per l’Europa di ieri, così come per quella di oggi, dell’annosa e mai risolta questione gravitante intorno al “problema [ultimo] della sovranità” (Ambrosini, p. 236). (Filippo M. Giordano)
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