Lecture Altiero Spinelli 2006
TOMMASO PADOA-SCHIOPPA discute sul tema "Mancanze d'Europa"
Chiunque ami l’Europa e abbia fatto della sua unione politica un orientamento della propria vita di cittadino ha verso Altiero Spinelli un debito immenso. In questo momento storico, tale debito appare ancora più grande perché è divenuto ormai urgente interrogarsi sulla questione che costituisce il punto centrale del suo pensiero e della sua azione politica: la necessità del passaggio, costituzionale e istituzionale, al federalismo europeo. Come Jean Monnet, così Spinelli credeva che l’interdipendenza crescente tra gli Stati avrebbe reso inevitabile il nascere degli Stati Uniti d’Europa. Questa grande visione che egli perseguì costantemente, senza mai disgiungerla dal pragmatismo dell’azione politica, è oggi più che mai attuale e necessaria. Appare fondamentale interrogarsi sulle cause delle difficoltà in cui si trovano oggi la società e i cittadini europei, e sulla direzione da prendere per cercare di superarle. Tommaso Padoa-Schioppa si propone di argomentare queste difficoltà che spesso vengono indicate come le ragioni che ostacolano i passi decisi verso il completamento dell’unione politica dell’Europa. L’illustre economista lamenta una “mancanza d’Europa”, indicando con ciò l’insufficiente capacità decisionale dell’Unione; un’insufficienza che scoraggia nuove iniziative, pur tanto necessarie. Di qui il diffuso disagio e avvilimento degli europei nel fronteggiare le sfide del nostro tempo, la loro insoddisfazione per i risultati dell’azione comunitaria, la loro crescente sfiducia nel progetto di unione. Oggi, le “mancanze” dell’Unione Europea e la sua incapacità nell’agire e risolvere i problemi che affliggono la nostra società costituiscono per molti una ragione sufficiente per abbandonare il disegno di un’Europa unita politicamente. Ma causa del profondo senso di impotenza e di estraniazione di fronte al farsi del mondo di oggi non sono le mancanze dell’Unione europea; è la mancanza d’Europa. La confusione tra le mancanze – gli errori, le lacune, le contraddizioni – e la mancanza è all’origine di una spirale di crescente delusione e di progressivo disimpegno che costituisce il pericolo mortale cui oggi è esposta l’intera società europea.
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Relatori: Tommaso Padoa-Schioppa 17 gennaio 2007
Presso: Aula Magna, Università degli Studi di Torino, via Verdi 8 - Torino
Chiunque ami l’Europa e abbia fatto della sua unione politica un orientamento della propria vita di cittadino ha verso Altiero Spinelli un debito immenso. In questo momento storico, tale debito appare ancora più grande perché è divenuto ormai urgente interrogarsi sulla questione che costituisce il punto centrale del suo pensiero e della sua azione politica: la necessità del passaggio, costituzionale e istituzionale, al federalismo europeo. Come Jean Monnet, così Spinelli credeva che l’interdipendenza crescente tra gli Stati avrebbe reso inevitabile il nascere degli Stati Uniti d’Europa. Questa grande visione che egli perseguì costantemente, senza mai disgiungerla dal pragmatismo dell’azione politica, è oggi più che mai attuale e necessaria. Appare fondamentale interrogarsi sulle cause delle difficoltà in cui si trovano oggi la società e i cittadini europei, e sulla direzione da prendere per cercare di superarle. Tommaso Padoa-Schioppa si propone di argomentare queste difficoltà che spesso vengono indicate come le ragioni che ostacolano i passi decisi verso il completamento dell’unione politica dell’Europa. L’illustre economista lamenta una “mancanza d’Europa”, indicando con ciò l’insufficiente capacità decisionale dell’Unione; un’insufficienza che scoraggia nuove iniziative, pur tanto necessarie. Di qui il diffuso disagio e avvilimento degli europei nel fronteggiare le sfide del nostro tempo, la loro insoddisfazione per i risultati dell’azione comunitaria, la loro crescente sfiducia nel progetto di unione. Oggi, le “mancanze” dell’Unione Europea e la sua incapacità nell’agire e risolvere i problemi che affliggono la nostra società costituiscono per molti una ragione sufficiente per abbandonare il disegno di un’Europa unita politicamente. Ma causa del profondo senso di impotenza e di estraniazione di fronte al farsi del mondo di oggi non sono le mancanze dell’Unione europea; è la mancanza d’Europa. La confusione tra le mancanze – gli errori, le lacune, le contraddizioni – e la mancanza è all’origine di una spirale di crescente delusione e di progressivo disimpegno che costituisce il pericolo mortale cui oggi è esposta l’intera società europea.
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