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Economia e Sviluppo

Nel corso dell’ultimo triennio, il CSF in campo economico-finanziario aveva approfondito alcuni temi e proposte ormai al centro dell’agenda europea: dal varo del Piano Juncker, ovvero il “Piano d’Investimenti per l’Europa”, di cui il Presidente della Commissione europea ha annunciato il raddoppio nei prossimi anni, alla necessità di dotare almeno l’eurozona di una fiscal capacity, ovvero di un bilancio dell’eurozona – tema che, dopo la Brexit, potrebbe portare a un ripensamento del ruolo del bilancio dell’intera Unione.

Le vicende di questi ultimi anni mostrano che, accanto alla perdurante attualità dei suddetti temi, la distinzione fra dimensione interna e dimensione esterna diventa sempre più riduttiva e inadeguata. La crisi (strutturale) dei migranti evidenzia che l’Ue deve dotarsi di una strategia lungimirante verso i loro paesi di provenienza, e più in generale di un vero e proprio piano di sviluppo per l’Africa. Accanto a questo, gli effetti della crisi comportano un ripensamento anche degli assetti economico-industriali nell’Unione.

Di conseguenza, nel 2017 il CSF continuerà a lavorare sul piano di sviluppo europeo per approfondire le forme d’investimento prioritarie, il rapporto fra tecnologie e occupazione, le eventuali nuove fonti per dotarlo di ulteriori risorse (quali una tassa sulle transazioni finanziarie, una carbon tax, una più adeguata tassazione europea dei grandi gruppi multinazionali). In prospettiva, questo si potrebbe collegare anche a quanto indicato nel Rapporto dei Cinque Presidenti (“Completare l’Unione economica e monetaria dell’Europa”) del 2015, che vede nel FEIS, nucleo del Piano Juncker, un possibile futuro strumento di stabilizzazione economica in tempi di crisi.

La Commissione europea nel settembre 2016 ha varato il “Piano Europeo per gli Investimenti Esterni”, che prevede interventi di partenariato di vario tipo per lo sviluppo dei paesi dell’area africana e del Medio Oriente, ai quali si chiede di cooperare nella gestione dei flussi migratori. Il tema di un “piano Marshall per l’Africa” è stato più volte sollevato dal CSF e sarà al centro della nostra attività nel 2017, con particolare attenzione agli aspetti legati alle infrastrutture, alle risorse energetiche e idriche, alla sicurezza e difesa, nonché agli strumenti istituzionali e finanziari più idonei per assicurargli un’efficacia duratura.

Come avvenuto in passato dopo prolungati periodi di crisi, l’impatto di quella che abbiamo vissuto in questi anni porterà anche a una ristrutturazione dal lato dell’offerta. L’Europa ha bisogno di un rilancio degli investimenti e, nel contempo, in più settori industriali e finanziari ha bisogno di soggetti di scala e struttura adeguate a un’economia sociale di mercato competitiva nella globalizzazione. Negli anni scorsi il CSF aveva già elaborato contributi importanti sulla “impresa federale europea” (di cui sono esempi Airbus, Ariane e Galileo). Nel 2017 si intende approfondire il tema evidenziando i settori strategici su cui puntare e il contesto normativo e istituzionale che potrebbe favorire tale processo.

Per altri temi chiave per il ruolo dell’Ue nell’economia internazionale si rimanda al capitolo sul “governo della globalizzazione”.

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