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Federalismo interno

Il CSF nel campo del federalismo interno si è concentrato sul monitoraggio della riforma dell’assetto istituzionale (con la riforma costituzionale e l’introduzione delle Città Metropolitane, con la Legge Delrio) e sugli sviluppi e i ritardi del federalismo fiscale, laddove possibile in una prospettiva comparata europea. Parte dei lavori realizzati sono stati raccolti – come preannunciato nelle Linee programmatiche dello scorso anno – nel rapporto Italia 2016: proposte per un federalismo ancora possibile.

L’attività nel corso del 2017 è ovviamente condizionata dall’esito del referendum costituzionale che si terrà il 4 dicembre [NB le Linee sono state approvate il 27.10.2016]. Compito di un soggetto come il CSF non è quello di schierarsi, ma di operare per approfondire i contenuti della riforma (e del referendum) e per contribuire a un dibattito (e a un voto) su di essi che sia informato e responsabile, su un tema complesso che chiama in causa molteplici aspetti.

In caso di entrata in vigore della riforma costituzionale, sono numerosi gli ambiti su cui il CSF intende lavorare: dai compiti del nuovo Senato, alla ridefinizione dei rapporti fra i diversi livelli territoriali, inclusi i rapporti con l’Unione europea. In caso di non approvazione della riforma, si porrà comunque il problema di quale assetto istituzionale e di ripartizione di risorse sia più adeguato in presenza di più livelli di governo, respingendo la tentazione di anacronistiche ricentralizzazioni. Di particolare rilievo rimane, in ogni caso, il temo del "buon uso" della nuova Città Metropolitana.

È proprio del federalismo il tema della più efficace ed efficiente ripartizione di risorse fra più livelli territoriali, con una adeguata responsabilizzazione di tutti i livelli, sia dal lato delle entrate sia da quello della spesa. La ricerca di nuovi equilibri fra i diversi livelli, pur vincolati all’equilibrio di bilancio, è un tema su cui il CSF proseguirà ad operare. Andrà approfondito se e come il decentramento possa ancora svolgere una funzione positiva nello sviluppo economico, anche in un possibile quadro di regionalismo differenziato.

L’analisi comparata è altrettanto fondamentale per definire i più idonei assetti interni multi-livello. Da qui l’interesse del CSF per il funzionamento, i problemi e le proposte di riforma in altri stati federali europei. Questo anche alla luce delle ricorrenti tensioni autonomistiche e indipendentistiche (dalla Catalogna alla Scozia, dopo l’esito del referendum sulla Brexit), che possono trovare nel quadro europeo un ancoraggio e nel federalismo un modello "pacifico" rispetto a distruttive spinte secessionistiche.